Showing posts with label Danny Tenaglia. Show all posts
Showing posts with label Danny Tenaglia. Show all posts

Friday, December 26, 2025

“PARAÍSO”, NUOVO DOCUMENTARIO RIVIVE LA STORIA DELLA MUSICA ELETTRONICA IN PORTOGALLO



Portogallo, primi anni Novanta: la musica dance conosce uno dei periodi più prolifici, come d’altronde sta succedendo nel resto dell’Europa e del mondo.

In quest’epoca, che sembra vicina ma poi così vicina non è (sono passati più di 30 anni!), rave party di proporzioni epiche e nuove sonorità plasmano quello che allora era conosciuto come “Underground house music from a paradise called Portugal“.

Del fenomeno se ne è occupato Paraíso, un film/documentario uscito il 4 maggio di quest’anno, diretto da Daniel Mota e prodotto dal DJ e producer João Ervedosa aka Shcuro, e dalla DJ, producer, vocalist e graphic designer Maria Guedes aka Maria Amor.




Già dalla sola visione del trailer di Paraíso, sono numerose e forti le emozioni miste a malinconia che trasudano dalle parole di alcuni dei protagonisti, che col sorriso e gli occhi che brillano ricordano e raccontano degli anni Novanta e della scena dance come se si trattasse di un periodo mitico e irripetibile:

Gli anni Novanta… per noi era tutto nuovo, stavamo scappando dalla comodità dei club […] Abbiamo organizzato questo rave nella regione di Algarve [la regione più meridionale del Portogallo rinomata per le sue scogliere dorate, le spiagge di sabbia soffice, le cittadine pittoresche e la cucina deliziosa – n.d.r.].

Ci dissero che sarebbe stato l’ultimo ad essere organizzato lì, perché non ci avrebbero permesso di organizzarne un altro. Fare rave era per noi un modo di esprimersi, da condividere anche. Eravamo affascinati dalla musica, dai club, dall’illusione delle luci, dalla festa! In quella zona alla gente piaceva fare festa, piaceva divertirsi anche fuori orario. E il Portogallo era fuori orario. Erano tempi folli! […] I ragazzi, quando venivano qui in Portogallo, lo chiamavano Paradiso: ‘Un Paradiso chiamato Portogallo dove tutto è permesso’”.

Paraíso, che ha avuto la sua prima all‘IndieLisboa, festival cinematografico che si tiene ogni anno nella capitale portoghese con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al cinema indipendente promuovendo film che non raggiungono il normale circuito di distribuzione, è stato proiettato pochi giorni fa, esattamente il 22 novembre scorso, al Melkweg di Amsterdam, tra l’altro dopo la proiezione di un altro documentario dalle tematiche molto vicine, Rotterdam Rave Culture: 30 Years Of Heritage.


Portogallo, primi anni Novanta: la musica dance conosce uno dei periodi più prolifici, come d’altronde sta succedendo nel resto dell’Europa e del mondo.

In quest’epoca, che sembra vicina ma poi così vicina non è (sono passati più di 30 anni!), rave party di proporzioni epiche e nuove sonorità plasmano quello che allora era conosciuto come “Underground house music from a paradise called Portugal“.

Del fenomeno se ne è occupato Paraíso, un film/documentario uscito il 4 maggio di quest’anno, diretto da Daniel Mota e prodotto dal DJ e producer João Ervedosa aka Shcuro, e dalla DJ, producer, vocalist e graphic designer Maria Guedes aka Maria Amor.

Di seguito, il trailer di Paraíso:

Già dalla sola visione del trailer di Paraíso, sono numerose e forti le emozioni miste a malinconia che trasudano dalle parole di alcuni dei protagonisti, che col sorriso e gli occhi che brillano ricordano e raccontano degli anni Novanta e della scena dance come se si trattasse di un periodo mitico e irripetibile:

Gli anni Novanta… per noi era tutto nuovo, stavamo scappando dalla comodità dei club […] Abbiamo organizzato questo rave nella regione di Algarve [la regione più meridionale del Portogallo rinomata per le sue scogliere dorate, le spiagge di sabbia soffice, le cittadine pittoresche e la cucina deliziosa – n.d.r.].

Ci dissero che sarebbe stato l’ultimo ad essere organizzato lì, perché non ci avrebbero permesso di organizzarne un altro. Fare rave era per noi un modo di esprimersi, da condividere anche. Eravamo affascinati dalla musica, dai club, dall’illusione delle luci, dalla festa! In quella zona alla gente piaceva fare festa, piaceva divertirsi anche fuori orario. E il Portogallo era fuori orario. Erano tempi folli! […] I ragazzi, quando venivano qui in Portogallo, lo chiamavano Paradiso: ‘Un Paradiso chiamato Portogallo dove tutto è permesso’”.

Paraíso, che ha avuto la sua prima all‘IndieLisboa, festival cinematografico che si tiene ogni anno nella capitale portoghese con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al cinema indipendente promuovendo film che non raggiungono il normale circuito di distribuzione, è stato proiettato pochi giorni fa, esattamente il 22 novembre scorso, al Melkweg di Amsterdam, tra l’altro dopo la proiezione di un altro documentario dalle tematiche molto vicine, Rotterdam Rave Culture: 30 Years Of Heritage.

Paraíso, attraverso filmati esclusivi e interviste a DJ, produttori, ballerini e promoter, in 78 minuti racconta la storia dell’origine e dell’evoluzione del movimento dance portoghese, nato nei primi anni Novanta durante l’ascesa della rave culture, e della sua duratura influenza sulla musica elettronica mondiale, trasportando gli spettatori dietro le quinte di feste underground e nel bel mezzo di enormi rave, a cui partecipavano migliaia di persone, tenutisi in luoghi affascinanti come castelli.

Le testimonianze dirette presenti nel documentario sono 38: molte di esse provengono da personaggi considerati dei veri e propri pionieri della scena dance portoghese.

Sono presenti, tra gli altri, Yen Sung, storico DJ resident del Lux Frágil, e Rui da Silva, noto per il successo “Touch Me”. Nel docufilm appare anche Danny Tenaglia, DJ divenuto famoso a livello internazionale per aver remixato l’iconico brano “Underground Sound Of Lisbon ‎- So Get Up” (nel 1994 suonò anche al leggendario rave tenutosi nel castello medievale di Santa Maria da Feira). [Nota dell'autore: Ironicamente, sebbene il film concentri molta attenzione sul remix di "So Get Up" degli Underground Sound of Lisbon e, in effetti, sui memorabili remix del remix, non intervista e menziona a malapena l'artista originale, Ithaka (Ithaka Darin Pappas, un greco-americano che ha vissuto in Europa negli anni '90). Sebbene la sua versione del 1992 di "So Get Up" e la sua versione a cappella abbiano contribuito a perpetuare l'internazionalizzazione della musica dance portoghese].



Il progetto di Paraíso, ideato e prodotto da João Ervedosa e Maria Guedes, è nato e si è sviluppato nell’ambito di un loro programma radiofonico, intitolato anch’esso Paraíso, che è andato in onda su Rádio Quântica a Lisbona, dove spesso venivano intervistate figure chiave della scena dance portoghese, come per esempio Luís Leite. È accaduto anche che alcuni dei loro ospiti, durante le trasmissioni, abbiano menzionato vecchi flyer e filmati girati all’epoca e conservati nelle proprie case, ispirando a Ervedosa e Guedes l’idea di dar vita a un documentario.

Intervistato da DJ Mag, Ervedosa ha sottolineato che quel programma radiofonico da solo non poteva essere sufficiente per raccontare la storia della rave culture portoghese, poiché mancava un elemento cruciale: quello visivo.

Abbiamo capito fin dall’inizio che la radio non sarebbe stata il mezzo ideale per raccontare questa storia, sarebbe stata una storia incompleta, carente da lato visivo”.

Everdosa e Guedes hanno raccontato di aver setacciato “tre o quattro grandi borse IKEA piene di VHS”, esaminando filmati che mostrano programmi televisivi portoghesi registrati in casa o feste in cui si vedono i DJ con cui erano cresciuti oltre ad alcune celebrità di quando erano bambini, tutti che ballavano e si divertivano a un rave organizzato al castello di Santa Maria da Feira, sottolineando come quei party sembravano esser usciti fuori da un film del futuro, con persone di vario tipo e di tutte le età, provenienti da ogni parte del mondo.

Agli inizi degli anni Novanta, dunque, la scena rave non solo era arrivata in Portogallo, ma aveva portato con sé molte influenze dal Regno Unito in termini di musica e stile. Chi non ricorda, per esempio, i mitici anfibi Dr. Martens, in particolare gli iconici 1460, divenuti uno dei simboli della rave culture anni Novanta? Quegli anfibi furono scelti all’epoca dai ragazzi portoghesi come calzature “ufficiali” non solo nell’ambito della musica dance ma anche in contesti appartenenti ad altre sottoculture.

Per dare vita al documentario Paraíso, Everdosa e Guedes si sono rivolti al regista Daniel Mota, iniziando a organizzare e a video-registrare numerose interviste sin dal 2017, adottando un approccio DIY. Inoltre, si è proceduto alla meticolosa digitalizzazione di circa mille fotografie opera del fotografo Da Fonseca, in quanto erano in condizioni pessime e necessitavano di essere qualitativamente migliorate.

A detta di Mota – che parla del suo Paraíso come di un documentario capace di rappresentare e raccontare in modo accattivante la cultura rave degli anni Novanta in Portogallo – dopo quell’epoca d’oro la musica dance ha conosciuto, purtroppo, una transizione commerciale, ed è risaputo che quando per esempio i media raggiungono le scene underground, le sottoculture, come quella rave, perdono il loro spirito genuino e originario e sono in un certo senso già finite, inglobate da quelli che sono i dictat del mainstream del momento.

Saturday, December 20, 2025

El documental "Paraíso" de Daniel Mota (2025)

https://nuebo.es/musica/paraiso/

PARAÍSO | ARTÍCULO

Hemos visto el documental Paraíso, que recoge y explica el despliegue de la cultura de club y rave en Portugal en la transición de los 80 a los 90. Conversamos con su director, Daniel Mota, para comprender las decisiones técnicas y narrativas de esta obra audiovisual, esencial para entender y conocer la eclosión cultural y musical que se vivió en aquellos años en nuestro país vecino.

Hace unas semanas que se puede disfrutar en cines de Portugal de las primeras proyecciones del documental Paraíso, en el que el realizador local Daniel Mota, con experiencia contrastada en el terreno de la no ficción y el reportaje periodístico, pero otro pie en la dirección de videoclips y otros contenidos audiovisuales muy vinculados a lo musical, recorre los primeros años de la escena de la música electrónica lusa. El largometraje se despliega a través de entrevistas a sus figuras indispensables en un formato hiperdinámico y fresco, dando buena cuenta de un fenómeno cultural que, como en otros lugares, apenas tuvo trascendencia mediática o reconocimiento institucional dentro del discurso general de su país, pero sí generó la atención de los agentes británicos, siempre ávidos de capitalizar nuevos destinos turístico-festivos.

El proceso de producción del documental comenzó en 2015. Así nos lo cuenta su director, que ha pasado una década recolectando y dando forma a una cantidad ingente de información y de testimonios para un proyecto que nació como un ambicioso encargo dentro del contexto de la televisión pública de Portugal. “João Ervedosa y María Guedes tenían un programa en Radio Quântica donde entrevistaban a DJs, tanto de la época inicial de la escena como más contemporáneos. Empezaron a ver que el momento con el que estaban más fascinados era el de la transición entre los ochenta y los noventa, que fue un poco el principio de todo esto. Era increíble cómo este momento se llevó a cabo”.

La lista de posibles entrevistados era enorme: unas cuarenta o cincuenta personas. Por ello Mota decidió realizar un cambio respecto al concepto original del programa de radio. “La idea era juntar a la gente en grupos, en parejas. Eso le daba un tono de back to back, y a la vez pensé que iba a eliminar la incomodidad habitual en un documental: alguien hablando con una persona que no está en el plano. Con cincuenta personajes distintos podría haber sido desorientador. No era predecible lo que iban a hablar, pero el hecho de que estuviesen juntos hacía la narración más conversacional. Mientras contaban la historia, miraban a alguien que también la conocía, que tenía sus propios recuerdos e incluso se testeaban pensando: ‘¿Debería estar diciendo esto de este modo?’”. Esa comodidad llevó a grabar entrevistas que duraban tres horas.

Tras esta gran labor de recolección de testimonios, en 2017 ya tenían una buena cantidad de contenido. Pero carecían de material de archivo. “El gran archivo de fotos que usamos y que determina la estética general del documental no fue descubierto hasta 2023”, reconoce el realizador. Daniel y sus colaboradores siguieron haciendo entrevistas durante 2022 y 2023, pero empezaron a sentir cierta urgencia por lanzar el documental. La estética rave estaba siendo introducida cada vez más en la escena pop, tanto en Portugal como en todo el mundo, y algunos clubes icónicos estaban cerrando. El Kremlin de Lisboa, clave para la escena, cerró hace medio año “por las quejas de los vecinos”.


Para acelerar el proceso, el equipo contactó con Henrique Brazão, que “estuvo seis meses encerrado en su habitación montando, haciendo un trabajo admirable”. Finalmente, Paraíso vio la luz hace unos meses. Daniel aún no sabía si convencería a sus protagonistas, hasta que Luis Miguel Abreu (de Kult of Krameria) lo abrazó entre lágrimas para agradecerle.

Aunque Mota haya trabajado activamente en la industria, no es un clubber empedernido. Ser de Oporto tampoco ayudó, pues el foco de la escena estaba en Lisboa. “He estado en unas cuarenta o cincuenta fiestas solo para grabar”, reconoce. “Pero la pasión de sus agentes es contagiosa: nos enamoramos de la escena viendo el amor que esas personas sentían por ella”.


La eclosión de este marco creativo también representa lo que significó la salida de la dictadura de Salazar. “Si te fijas en las imágenes, la gente se vestía de manera exuberante y extravagante; necesitaban crear una identidad y el club es un lugar democrático”. Portugal, bajo el punto de vista del director, tiende a no valorar su cultura. “Había gente diciendo que echaba de menos un tiempo que ni siquiera vivió”. Mota extraña esa capacidad más activa de dragearse y vestirse de maneras peculiares: “No solo se trata de que ahora seamos más conservadores, tiene que ver con el estado de euforia”.


La escena portuguesa llamó la atención internacional en un momento en el que la rave europea empezaba a globalizarse. Portugal fue catalogado como “la nueva Ibiza”, lo que alimentó la idea de paraíso, aunque el título del documental alude más al lugar Discos Paraíso, eje dinamizador de la escena. Mota reconoce que había cierta ingenuidad en el país: “Ibiza sentó el estándar y aquí se trataba de reproducirlo a nuestra manera, porque no tenemos la misma cantidad de dinero”. También advierte entre risas: “Los británicos destruyeron Ibiza y luego vinieron a destruir la nuestra”.

El documental se centra en la mirada de los DJs, quienes moldearon la escena. Falta una perspectiva más crítica sobre temas como la situación queer en los clubes o el consumo de drogas. Mota lo reconoce: “Esta película es una celebración. Las otras cuestiones serían otro documental”. Para él, hablar de las consecuencias de las drogas requeriría otros cuarenta o cincuenta minutos. Paraíso apuesta por la música, la celebración colectiva y los momentos más dulces de una generación que logró salir adelante con éxito.

Emancipación DJ

Los DJs de Portugal comenzaron como “empleados” de los clubes, que les proveían de discos y condicionaban su autonomía. Las raves trajeron internacionalización, eventos espectaculares y reconocimiento global.

Paraíso portugués: la nueva Ibiza

El ojo internacional convirtió a Portugal en un paraíso de la música de baile con Ibiza como referente estético y sonoro, tanto en su auge como en su caída.

Conflictos ausentes

Paraíso no muestra de forma explícita las consecuencias negativas de una escena emergente —drogas, fallecimientos—. El propio Mota afirma que eso implicaría otro documental. Este funciona como un ejercicio de recapitulación del despliegue positivo.

“So Get Up”

«So Get Up», el himno de la escena lisboeta, es la piedra angular de su reconocimiento internacional. Con artistas como Danny Tenaglia, Rob Di Stefano y el mundialmente famoso letrista y vocalista Ithaka (Ithaka Darin Pappas) aka Korvowrong, marca la llegada —lenta y poco conocida— de un nuevo sonido: el comienzo (o el fin) de una era.


Tuesday, November 11, 2025

Chapter One - “So Get Up”

Chapter One Chapter One of Underground Sound Of Lisbon, which featured the song "So Get Up" (with lyrics and vocals by Greek-American songwriter, Ithaka Darin Pappas). Some time later, the record would reach the hands of the acclaimed New York DJ Júnior Vasquez, being re-released on the international market by the American label Tribal, originating remixes by Vasquez and Danny Tenaglia. In a short space of time, Underground Sound Of Lisbon rose to the top on both sides of the Atlantic. It's a moment of affirmation for the Portuguese scene. There's a roster of renowned DJs (Vibe, Tó Ricciardi, Rui Vargas, Luís Leite, DJ Jiggy, Mário Roque, XL Garcia), there are projects (Urban Dreams, Kult Of Krameria, Paul Jays, Alex Fx, J. Daniel), companies (Kaos, X-Club), there are record labels like Kaos, Warning Inc, Question Of Time or Squeeze, and there are figures like DJ Vibe or Rui da Silva – who would later reach number #1 on the UK charts.
So Get Up Songwriter Ithaka Darin Pappas 1992 Source: https://www.publico.pt/2012/01/19/jornal/antonio-cunha-e-o-paraiso-da-danca-em-portugal-23808631 Chapter One dos Underground Sound Of Lisbon, do qual se destacava o tema So Get Up (com a letra e voz do americano Ithaka Darin Pappas). Algum tempo mais tarde, o disco haveria de chegar às mãos do credenciado DJ nova-iorquino Júnior Vasquez, sendo relançado no mercado internacional pela editora americana Tribal, originando remisturas de Vasquez e Danny Tenaglia. Num curto espaço de tempo, os Underground Sound Of Lisbon sobem aos top de dança dos dois lados do Atlântico. É um momento de afirmação do cenário português. Há um naipe de DJ reconhecidos (Vibe, Tó Ricciardi, Rui Vargas, Luís Leite, DJ Jiggy, Mário Roque, XL Garcia), há projectos (Urban Dreams, Kult Of Krameria, Paul Jays, Alex Fx, J. Daniel), empresas (Kaos, X-Club), há editoras como a Kaos, a Warning Inc, a Question Of Time ou a Squeeze, e existem figuras, como DJ Vibe ou Rui da Silva - que mais tarde haveria de chegar ao 1º lugar do top inglês de singles.

Thursday, November 6, 2025

Paraiso - Danny Tenaglia "So Get Up"

Paraíso will premiere at Lisbon’s independent film festival IndieLisboa this Sunday (4th May), and features “first-hand testimonies” from 38 contributors, many considered pioneers of Portuguese dance music. Among the contributors are former long-running Lux Frágil resident Yen Sung and ‘Touch Me’ hit-maker Rui da Silva. Danny Tenaglia also makes an appearance; he remixed Underground Sound of Lisbon’s era-defining classic ‘So Get Up’ (
written and vocalized by Ithaka Darin Pappas)and famously played at the Santa Maria da Feira medieval castle rave in 1994. The illuminating 78-minute film maps out a dance music movement that took root in the early ‘90s during the emergence of rave culture. Knitted together from hours of never-before-seen home footage, Paraíso takes viewers backstage at parties and straight to the heart of 5,000-person raves in castles. The extensive VHS archives were amassed from private collectors and national broadcasters Rádio e Televisão de Portugal (RTP) and Sociedade Independente de Comunicação (SIC). https://djmag.com/news/new-documentary-explores-90s-rave-culture-portugal

Thursday, October 28, 2021

‘Touch Me ft. Cassandra Fox broke the Pop Format

U.K. lyricist/vocalist, Cassandra Fox 

Prior to ‘Touch Me’, Da Silva had already experienced success in the dance-music arena via his partnership with DJ Vibe as Underground Sound of Lisbon. 

The pair’s ‘So Get Up’, a 1994 remix of Ithaka's 1992 iconic vocal-poem song (also entitled "So Get Up").

defined by its bottom-end and oft-sampled series of Ithaka's shouted commands “Get up! Forget the past!” was one of the best. The track became an international club smash that hit particularly hard in NYC, where it became something of an unofficial mid-’90s theme song for Junior Vasquez and Danny Tenaglia.


Vocalist/lyricist of So Get Up, Ithaka Darin Pappas (1992)

Wednesday, July 1, 2020

Last Night a DJ Saved My Life - "So Get Up" by U.S.L. featuring Ithaka (Sound Factory N.Y. Club Charts)

U.S.L. with Ithaka (center) late 1993 in Portugal

Last Night a DJ Saved My Life

“This is the definitive history of the disc jockey, the most important figure in dance music. From the first records right up to today’s charts, the DJ has broken musical boundaries and changed music. The power of the DJ forged the modern record industry. His taste-making skills brought us rock ‘n’ roll and rhythm & blues. More recently the DJ has created many new genres: from northern soul, disco, dub & hip hop, to house, techno, garage & drum ‘n’ bass. And with visionary use of technology, the DJ has revolutionised the way music is made. This book traces the 90-year evolution of the DJ’s craft through exclusive interviews with the world’s most influential DJs, from Grandmaster Flash and Frankie Knuckles to Paul Oakenfold and Pete Tong. This is not just a book for trainspotters, yet it has details which will surprise even the most obsessive dance fan. DJs are artists in their own right. They take music further. For the first time the DJ’s full story has been told”. Published in 1999 by Headline, written by Bill Brewster & Frank Broughton. All the following ‘Club Charts’ are from the back of the book, and are in alphabetical order.

Club Charts
Sound Factory Top 50

Compiled by Rob Di Stefano

o African Dreams – It All Begins Here
o Aphrohead – In the Dark We Live
o Black Traxx – Your Mind is so Crazy
o Cajmere – Percolator
o Carey, Mariah – Dreamlover
o Doomsday – Atom Bomb
o Doop – Doop
o DSK – What Would We Do? (Farley & Heller’s Eight Minutes of Madness)
o E G Fullalove – Divas to the Dancefloor
o East Village Loft Society – Manhatten Anthem
o Factory Kids – I’m Simian Dammit!
o First Choice – Doctor Love
o Frank Ski – Tony’s Bitch Track
o Gaines, Rosie – Exploding All Over Europe
o Happy Mondays – Stinkin’ Thinkin’ (Junior Style Mix)
o Headrush – Underground
o Hed Boys – Boys & Girls
o Holder, Nick – Erotic Illusions
o Houston, Whitney – I’m Every Woman
o KC Flight – Voices
o Kiwi Dreams – Y?
o Kristine W – Feel What You Need
o Lectroluv – Dream Drums
o Lectroluv – Struck by Love
o Lidell Townsell – Nu Nu
o Lidell Townsell – Get With You
o Livin’ Joy – Dreamer
o Madonna – (all tracks)
o Martin, Billy Ray – Your Loving Arms
o Mitchell, Vernessa – Reap
o Moraes – Welcome to the Factory
o Outdance – Reality
o Pascal’s Bongo Massive – Père Cochon
o Pollack, Karen – You Can’t Hurt Me
o Roxy – Get Huh
o Soundman – The Factory
o Sugarcubes – A Leash Called Love
o Tenaglia, Danny – Bottom Heavy
o Thompson Twins – The Saint (8th Street Dub)
o Tucker, Barbara – Beautiful People
o Underground Sound of Lisbon featuring Ithaka – So Get Up
o U2 – Lemon
o Van Helden, Armand – Witch Doctor
o Vasquez, Junior – X
o Vasquez, Junior – Get Your Hands Off My Man
o Waterlillies – Never Get Enough
o Williams, Melanie – Not Enough
o X Press 2 – Music X Press
o X Press 2 – London X Press
o Yo Yo Honey – Higher (DJ Pierre Mix)



1994 in Cascais, Portugal: Rui Da Silva (left) , ITHAKA and Dj Vibe (right) at Estudios Um Ceu Só. The poem "So Get Up" was originally written and recorded by © Ithaka Darin Pappas for a small live segment of the program called "Bairro Quatro" produced by Eduardo Guerra (and recorded by producer/DJ/sound engineer Pedro Costa) on Lisbon's Rádio Comercial in 1993

Tuesday, March 21, 2017

Cosmic Gate's "So Get Up" Receives 8 out 10 Review In Mix Mag


 Cosmic Gate's "So Get Up" 
featuring (in entirety) 
the iconic 1993 vocal-poem 
by Californian songwriter, Ithaka
 receives 8 out of 10 in Mix Mag review

___________________________________________

Inspired perhaps by the launch of their new label, Cosmic Gate take a big bold step down the electric-house strasse here. Re-tasking the acapella-apocalypto written by and vocalized by Ithaka (Ithaka Darin Pappas) in 1993 [for Underground Sound Of Lisbon], they crank up the extreme frequencies and EQs while using trance aspects as incidentals, rather than the core. Sure to divisive in terms of Trance Family opinion, but any which way you cut it, you can't deny its effectiveness on the dance floor.
___________________________________________

____________________________________________



           Ithaka - EDMânia (South America) Dec 2016


Saturday, December 17, 2016

Iconic "SO GET UP" Demo Recording Surfaces After More Than Two Decades




"SO GET UP" (1993 Demo) - Very rare 1993 demo version of the iconic electronic dance music vocal-poem "So Get Up". This lyric was originally written and recorded by Ithaka (aka: Ithaka Darin Pappas) in January 1993 for a Rádio Comercial Program in Lisbon.

In March of 1993, this Demo version was recorded in Manchester, United Kingdom with producer Simon Bradshaw. And later, in February of 1994, Ithaka was invited to rerecord the poem for the B-Side of the first vinyl release of Underground Sound Of Lisbon on Kaos Records, Portugal. It was an almost instant national hit and soon released (along with an acapella version) internationally by Tribal (USA), a subsidiary of Stuart Copeland's IRS Records in New York.

Interestingly, although the poem was written and vocalized by Ithaka a year before ever meeting Underground Sound Of Lisbon, no public vocal credit was included on those first releases.

The USL version and the new remixes by Junior Vazquez and Danny Tenaglia were quite popular themselves (selling at least 50,000 units) but because an acapella was included in these major distributions, literally hundreds of new mixes appeared in just a few years. Many producers simply changed the title (sometimes not) and put the entire vocal on their own instrumentals and called it their own.

The vocal acapella has also been released under the titles; "Get Up", "Get Up Go Insane", "So Get Up Atom Bride", "The End Of the Earth", "Next Life", "See You In The Next Life", "Intro", "Headcharge" and "Hardventure"

The vocal itself has never had a sonic style specifically associated with it, it has kept changing it's clothes and modernizing itself with the times.

The spoken-word acapella was originally read on-air on top of an instrumental version of a Naughty-By-Nature hip hop song, and this UK demo version is a mid-tempo electro-style track,. The vocal never had a sonic style specifically associated with it,
it has kept changing it's clothes and modernizing itself with the times.

The USL, Tenaglia and Junior Vazquez versions were progressive and tribal house

And since then have versions have appeared in almost every avenue of global electronic music such as; Trance, Dubstep, Drum & Bass, Big Beat, Trip Hop, Tech House, Electronic Art Rock etc.

Groups, producers and DJs that have released So Get Up inculude; Derek Marin, Peter Bailey, Pagano, Ben Gold, Eric Kupper, Cosmic Gate, Armin Van Buuren, Ricardo Diaz, Nixu Zsun, Oxia (France), Mert Yucel (Turkey), Igor Carmo (Portugal), Miss Kittin (Germay), Public Domain (Holland), Fat Boy Slim (Norman Cook) UK, Stretch & Verne (UK), Lexington Avenue, Damage People, Mirabeau, Ma-Beckerfield, FuturePlays (from Mexico), Dj Screw (Thailand), Djz Rom (Cambodia), Technoboy (Italy), Frankyeffe (Italy), Maik Ibane, Murt Yucel (Turkey), Mowree (Italy), Razat (Portugal), Tuneboy (Italy), K-Traxx (Italy), Dylan Hilsley (UK), DJ Vibe, Cee Cee Lee (Italy), Alex Di Stefano, etc etc etc.

As of 2016, with a staggering 1129 documented and released mixes, So Get Up is considered "The Most Remixed Vocal Acapella In Musical History" by the Guinness World Records.

"So Get Up" © 1993 Ithaka Darin Pappas
Published by Ravenshark Music/Scion Four Music (NY)/ASCAP